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Un nuovo processo Kafchiano si svolge in Italia ai danni degli italo-canadesi Roberto e Antonio Papalia

Wednesday, June 23rd, 2010

FOR IMMEDIATE RELEASE

Un nuovo processo Kafchiano si svolge in Italia ai danni degli italo-canadesi Roberto e Antonio Papalia.

Oggi 23 giugno 2010, si è tenuta presso la quinta Sezione Penale, quarto collegio, del Tribunale di Roma, presieduta dalla dottoressa D’Alessandro l’udienza per l’audizione dei testimoni chiamati dal Pubblico Ministero Giuseppe De Falco, nel procedimento numero 10471/05 a carico del signor Papalia Roberto + cinque.

L’udienza rappresentava un momento nodale e conclusivo di tutto il processo in quanto, proprio in questa udienza dovevano essere ascoltati i più importanti testimoni portati dal P.M. Dott. De Falco.

Proprio i testimoni Gerard R. West di Vancouver e Lorin McDougall di Montreal -Ufficiali della Polizia a Cavallo RCMP (Royal Canadian Mounted Police), avrebbero dovuto confermare le accuse mosse dal PM De Falco a Roberto e Antonio Papalia, i quali a suo dire sarebbero due pericolosi criminali associati da anni con la mafia Canadese e che per quest’ultima avrebbero rappresentato la punta di diamante per il compimento di spregiudicate ed illegali operazioni di investimento che venivano realizzate sia in Italia che nel resto del mondo.

Sempre secondo l’accusa, Roberto e Antonio Papalia avrebbero curato gli interessi della mafia quantificati in bilioni di dollari, occupandosi di investire i proventi di attività criminali in società quotate in borsa e creando colonie operative oltre oceano.

Per tali accuse il signor Papalia Roberto il 22 ottobre 2007, veniva arrestato e trattenuto in regime di massima sicurezza come la legge italiana prevede per i più pericolosi appartenenti ad associazioni di stampo mafioso.

Solo il 18 maggio 2010, dopo 31 mesi di detenzione in regime di massima sicurezza, il signor Papalia Roberto veniva per sopraggiunti motivi di salute, liberato. Infatti nel mese di gennaio 2010, era stato sottoposto d’urgenza ad un delicato intervento di triplo by-pass coronarico presso il Policlinico Tor Vergata di Roma e dopo soli tre giorni di terapia intensiva e senza un adeguato programma riabilitativo cardio-respiratorio, come previsto dai protocolli medici italiani, veniva ritrasferito nuovamente presso il carcere di Rebibbia di Roma.

Financo durante l’operazione a cuore aperto, agenti appartenenti alla Polizia penitenziaria, erano presenti nella sala operatoria al fine di evitare che, forse durante l’anestesia generale, il detenuto potesse fuggire.

Tanto accadeva allo sventurato Roberto Papalia, malgrado la stessa perizia medico legale disposta dal tribunale, dopo numerosi solleciti da parte difensore di fiducia l’Avvocato Ugo Bruno Gambardella, stabiliva come indispensabile ed urgente un periodo di riabilitazione presso una adeguata struttura dotata di medici specializzati.

Durante questi trent’uno mesi di carcere duro il signor Papalia Robert era costretto, stante la lentezza delle attività del tribunale, ad attendere le risultanze delle molte audizioni testimoniali disposte dal P.M. e culminate il 23 giugno u.s., con l’audizione dei Poliziotti canadesi, i quali avrebbero dovuto confermare gli assunti del P.M. in ordine ai loschi rapporti intrattenuti dai gemelli Papalia con la mafia della famiglia Rizzuto di Montreal.

L’udienza Shock del 23 giugno prende però i giudici di sorpresa ed il processo Kafchiano a carico di Papalia Roberto, essendo nel frattempo morto per un attacco cardiaco il Gemello Antonio, si scioglie come neve al sole.

Sono gli stessi Poliziotti a smontare l’impianto accusatorio del P.M. e lo fanno in maniera categorica dichiarando che i gemelli Papalia non hanno mai intrattenuto rapporti di affari o di natura sospetta con la famiglia Rizzuto ne con altre associazioni criminali in Canada.

Successivamente al P.M. De Falco, l’Avvocato Ugo Bruno Gambardella ebbe ad eseguire parte la cross examination insieme all’avvocato Paolo Gemelli, riuscendo finalmente a chiarire sopra ogni dubbio che ne in passato ne nel presente sono mai esistiti legami di natura illecita tra i gemelli Papalia e la famiglia di Vito Rizzuto ne con altre organizzazioni criminali in Italia.

Pertanto il 23 giugno è caduto nel nulla l’impianto accusatorio messo in piedi dal P.M. De Falco, salvo dover tenere nel debito conto gli ingenti costi processuali sostenuti dai cittadini italiani e salvo le enormi sofferenze ingiustamente patite a causa delle limitazioni alla libertà e le vessazioni del regime carcerario, e non ultimo, per la inevitabile perdita di credibilità dei gemelli Papalia.

In sintesi diversamente da quanto si legge nell’atto di accusa del dott. De Falco, le investigazioni della Polizia canadese non sono giunte alle medesime conclusioni, ma sono giunte esattamente alle conclusioni opposte.

Allora perché i gemelli Papalia hanno dovuto pagare costi così alti per accuse che non li hanno neanche sfiorati?

Perché accusarli di essere associati alla mafia se con questa, malgrado le indagini svolte non hanno nulla a che spartire?

E’ appena il caso di ricordare a coloro che hanno voglia di ascoltare, che il signor Antonio Papalia non è deceduto a seguito di una malattia infatti, solo tre mesi prima si era sottoposto ad un check up completo che aveva certificato il suo sano stato di salute e pur tuttavia il giorno di natale alle quattro del mattino moriva per un attacco di cuore.

A dette delle persone che lo hanno assistito il decesso sarebbe stato determinato dalle ingiuste accuse mossegli e dalla lunga prigionia del fratello Roberto, che occorre ricordarlo era sottoposto al peggiore regime carcerario oggi esistente in Italia.

Ulteriore capitolo che è stato fatto oggetto di interrogatorio il 23 giugno, è stata l’indagine eseguita dalla RCMP sulle attività di intermediazione finanziaria effettuate dalla società “Infinex” quotata sulla borsa di New York (OTCBB) e con sede a La Vegas Nevada di proprietà dei gemelli Papalia, che secondo il P.M. Falco, sarebbe servita per il riciclaggio di denaro proveniente dalle attività illecite di Vito Rizzuto.

Anche tale circostanza veniva categoricamente smentita dalla Royal Canadian Mounted Police, che aveva investigato a lungo sulle attività di compravendita di azioni di questa società.

Stessa cosa succedeva per quanto riguarda le proprietà minerarie nella British Columbia (Canada), le cui concessioni appartengono unicamente ai gemelli Papalia e non come sostenuto dal P.M. De Falco a Vito Rizzuto, il quale non ha mai finanziato o investito in queste miniere o in altre società collegate ai Papalia.

Malgrado la stessa RCMP riferiva più volte durante l’interrogatorio, di aver sottoposto dal 2003 i gemelli Papalia e le loro società ad un luogo periodo di controllo, avendo installato microspie nei loro uffici; avendo provveduto ad eseguire intercettazioni telefoniche e riprese video ed in ultimo pedinamenti delle loro persone, era risultata l’assoluta estraneità dei gemelli Roberto e Antonio Papalia da ogni ingerenza o collegamento con la criminalità organizzata sia a livello nazionale che internazionale.

Oggi, il tribunale ed il P.M. De Falco pretendono di continuare a sostenere le loro errate teorie nonostante queste siano state palesemente smentite da coloro che avrebbero dovuto confermarle, vietando al signor Papalia Roberto il proprio diritto di riavere il passaporto e di uscire dal BEL PAESE per fare ritorno ai propri affari ed affetti.

Il Riformista: Detenuto operato al cuore rimesso in cella dope 48 ore

Wednesday, February 10th, 2010

Il Riformista: Mercoledi 10 Febbraio 2010
Detenuto operato al cuore rimesso in cella dope 48 ore

Our Supposed Free Press

Tuesday, February 9th, 2010

Here, we would like to address the Press:

People tend to react uncomfortably to reports that there are members of our government institutions whose sole purpose is to investigate, interrogate, intimidate, and harass legitimate citizens, whose ideas and ways may differ from the norm.

Our supposed Free Press when faced with such stories rarely push hard enough against the people or methods behind the accounts. The story itself is always more newsworthy. Insinuations derived from established sources such as the police, army or government agencies are often accepted at face value without addressing the possible real motives behind the accusations.

IN GOLD WE TRUSTChapter: The Escape tells the true story of this occurrence. The plan of the escape from Scotland Yards came from an Italian comic book: DIABOLIK, not from the Mafia as our supposed Free Press publicised. This is one of the first incorrect defaming articles written towards Tony and Robert Papalia claiming connection to the Mafia that are still ongoing today.

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ITALIAN VERSION

Le persone sono a disagio di fronte alle denuncie fatte dal governo e delle istituzioni che trapelano come unico intento quello di investigare, interrogare, intimidire e tormentare legittimamente i cittadini le cui idee e modi di fare sono fuori da ogni canone.

La così detta “libertà di stampa” quando è messa di fronte a certe storie, raramente reagisce contro le persone o i modi di fare di chi conta veramente. La stessa “notizia” deve essere sempre sensazionale. Le Insinuazioni che provengono da fonti autorevoli come la polizia, i militari o le agenzie governative sono sempre nominalmente accettabili senza la possibilità di appurare i reali motivi che ci sono dietro alle accuse.

Book Information

Friday, February 5th, 2010

Title: In Gold We Trust
Subtitle: The True Story of the Papalia Twins and Their Battle for Truth and Justice
Published: September 2009
Pages: 364
Size: 6×9
Publisher: Trafford Publishing
Perfect Bound Softcover
ISBN: 9781425122898
Price: $29.99
Casebound Hardcover
ISBN: 9781426916687
Price: $39.99
Bookstore orders: Trafford Publishing
Available internationally online in 15 countries
Available March 2010 Chapters
Contact: media@ingoldwetrust.info
www.ingoldwetrust.info

Robert’s Comment

Friday, October 9th, 2009

Robert’s Comment for IN GOLD WE TRUST

In the late 60’s, I was living in Quebec and the book IN GOLD WE TRUST tells about that. Life was beautiful and Montreal was a thriving city (Expo 67, Olympics, etc.), probably the most swinging city in North America. The French citizens, a vast majority of Quebec wanted to separate Quebec from Canada; turmoil started. CSIS (Canadian Security Intelligence Services) was put together to stop the legitimate, peaceful Separatist Movement of the French citizens of Quebec. Both CSIS and the RCMP (Royal Canadian Mounted Police) used illegal criminal means to put a stop to the Separatist ambitions of Quebec (Proven by the McDonald Commission 1975-1980). The two main criminal activities performed both by the RCMP and CSIS during that period were (1) acts of terrorism, bombings, kidnappings and vandalism (2) sabotage and systematic destruction of the Montreal Stock Exchange (Montreal was the financial center of Canada and of the Quebec economy). They destroyed over 1500 Companies that were listed on that exchange during those years. The Quebec economy was devastated. Pacific Nickel Mines, my company and of which I was president of, was one of those victims (Read IN GOLD WE TRUST). All this was done to destroy the economy of Quebec and to terrorize the peaceful citizens of Quebec and to make the Separatist Movement look like terrorists and criminals. Very sad but true, as proven by the McDonald Commission (a shameful period of Canadian History).

Kelsey Merry of the CSIS tried to recruit both my brother Tony and myself to be members of CSIS and work with them. The reason why they wanted us was because we were two entertainment idols and also we were well known and admired in the financial and business circles. At the age of 24, I had become the youngest president of any public company in North America (Pacific Nickel Mines). He wanted us to approach influential businessmen and propose different situation; so as to frame them so they could attack them with charges, and to find confidential information on different influential business personalities and business people of Quebec. They wanted us to become spies and agent sabotagers, ie: to commit crimes against people and our beloved Quebec.

Their recruitment campaign of us went on for almost a year. At first they offered large amounts of money, later they started to threaten us. I still remember very clearly our last meeting with Kelsey Merry of CSIS and two of his colleagues in a room at the Queen Elizabeth Hotel in Montreal where we told them we wanted nothing to do with them and their criminal activities and to leave us alone and Mr. Merry telling us, “We will DESTROY you!!!” and us telling him, “Go fuck yourself!” and walking out of the room as he was screaming other threats at us in a rage.

Both CSIS and the RCMP went on a campaign to discredit both my brother and myself alleging that we were the sons of a known criminal by the name of Johnny Papalia of Hamilton, Ontario. After the last meeting with Merry both Tony and I were subjected to physical attacks, staged car accidents, slashing of tires, police raids in homes, stealing of documents and continuous harassment to the point we decided to leave Canada in fear for our lives.

They supplied this false information to Bahamas, Scotland Yard in England and other countries around the world. This campaign is still ongoing today. They caused the English legal case in 1977. Numerous other attacks and sabotages have been perpetrated against us in different parts of the world and are still being perpetrated today. Some of these attacks and sabotages were and are being done also by the Embassies of the Canadian Government at different countries around the world.

Both CSIS and the RCMP wanted and still want to absolutely stop us from developing some of the largest precious metals deposits in the world; they are using our surname “Papalia” amongst other things in order to do this.

In Canada, (Hamilton, Ontario) since the early 1900’s there was a criminal family with the same surname which has no relation whatsoever to our family. My father, Raffaele Papalia was a policeman – (carabiniere a cavallo, an elite part of the Italian carabinieri) and he died of a heart attack when I was five years old. It is important to know that there are thousands of Papalia’s. Also in Italy there are some criminals with the same surname.

My brother Tony nor I or other member of our family knows these people do NOT know these people, we are NOT related to them; we NEVER had anything to do with them, or any other criminals anywhere in the world.

Robert Papalia
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ITALIAN VERSION

Negli ultimi anni 60, vivevo con la mia famiglia a Montreal nel Quèbec in Canada, e il libro “In Gold We Trust” lo racconta. A quei tempi la vita nel Quèbec era bellissima, sembrava di vivere un sogno ad occhi aperti.
Montreal che era una delle più belle e culturalmente avanzata città in America del Nord America stava vivendo un vero boom (Expo 67, Olimpiadi) e la vita in questa città era sempre eccitante e divertente.
I cittadini di origine Francese, la vasta maggioranza del Quebec, volevano separare il Quebec dal Canada per diventare una nazione indipendente.

Molte cose strane ed inaspettate incominciarono a succedere dopo 1967, quando il Generale Charles De Gaulle al termine di un suo viaggio in Quebec pronunciò la celebre frase “ Vive le Quèbec libre”.
All’improvviso tutto sembrava essere cambiato e giorno per giorno tutta la provincia prese atto che esisteva la questione dell’indipendenza del Quèbec.

Gli eventi che si susseguirono nei mesi successivi alla visita del Generale De Gaulle, trasformarono completamente il clima di serenità e di fiducia che esisteva nella provincia ed in particolare a Montreal. All’improvviso sembrava di essere in guerra.

Il Governo Federale canadese creò la CSIS (Canadian Security Intelligence Services – Servizi Segreti Canadesi) per fermare e distruggere il legittimo e pacifico Movimento Separatista dei cittadini Francesi del Quebec (FLQ).

Nel 1970 verranno eseguite oltre trentaduemila perquisizioni ed arrestate più di quattrocento simpatizzanti del partito del fronte della liberazione del Quèbec.

Sia la CSIS che RCMP (Royal Canadian Mounted Police – Le Giubbe Rosse) usarono metodi illegali e compirono azioni criminali al fine di distruggere le ambizioni democratiche del Movimento Separatista del Quèbec.
Gli eventi accaduti nella provincia del Quèbec tra il 1968 ed il 1975, furono oggetto di indagine da parte del Governo che creò una apposita commissione “la Commissione McDonald”, la quale, al termine di una investigazione durata cinque anni ha accertato che i servizi segreti, insieme alla giubbe rosse (CSIS e RCMP), compirono attività illegali in Quèbec allo scopo di far apparire come terroristi agli occhi dell’opinione pubblica i membri del partito separatista che tra l’altro veniva ingiustamente accusato di aver rapito il diplomatico inglese James Richard Cross.

La CSIS d’intesa con la RCMP compirono talvolta veri e propri atti di terrorismo, facendo esplodere quasi giornalmente bombe in varie zone di Montreal, facendo sparire persone e distruggendo proprietà private.
Altro obiettivo della CSIS e della RCMP era la distruzione delle risorse e del mercato finanziario del Quèbec che è stato realizzato con sabotaggi nonché, con la sistematica distruzione del Montreal Stock Exchange (mercato valori di Montreal).

Basti pensare che in quegl’anni Montreal era il centro finanziario del Canada e dell’economia del Quebec.
Più di 1500 società quotate sulla Borsa Valori furono con vari sistemi mandate in rovina. L’economia del Quebec ne rimase devastata e la “Pacific Nickel Mines”, la società di cui ero presidente, fu una delle vittime (approfondimenti “In Gold We Trust”).

Anche questo periodo oscuro della Storia del Canada è documentato nella relazione dalla Commissione McDonald.

Al tempo il signor Kelsey Merry membro del CSIS, cercò di reclutare sia me ché mio fratello gemello Tony, affinché collaborassimo per la buona riuscita dei loro obiettivi.

Erano interessati a noi perché negli anni sessanta eravamo due idoli nel campo dell’intrattenimento e dello spettacolo musicale e quindi molto ben conosciuti in tutto il Canada.

Eravamo anche ben rispettati ed ammirati dall’establishment finanziario e affaristico del Quebec e del Nord America. All’età di 24 anni infatti, ero diventato il più giovane presidente di una Società quotata in Borsa e venivo dai media definito l’Enfant Prodige.

Kelsey Merry voleva ché noi avvicinassimo prominenti gruppi finanziari di nostra conoscenza, nonché uomini d’affari titolari di Società quotate in Borsa, al fine di proporre a questi lucrosi affari illegali che dovevano poi essere scoperti dalla Polizia Canadese che avrebbe provveduto ad istruire processi ad Hoc nonché a mandare in fallimento le loro Società. Volevano pure che individuassimo all’interno del mercato finanziario, soggetti che in cambio di soldi diventassero informatori confidenziali del CSIS e che compissimo sabotaggi ai danni del popolo del Quebec.

Il loro tentativo di reclutarci durò per quasi un anno durante il quale si fecero sempre più insistenti. All’inizio ci offrirono grosse somme di denaro, dopo incominciarono con le minacce.

Ricordo ancora chiaramente l’ultimo incontro che abbiamo avuto con Kelsey Merry e due suoi subalterni in una camera d’albergo al Queen Elizabeth Hotel di Montreal. In quell’occasione dopo l’ennesima richiesta di collaborazione gli rispondemmo ché non intendevamo accettare la proposta e che non volevamo avere niente a ché fare con loro e le loro attività criminali. Il Signor Merry, rispose bruscamente “We will destroy you!”(Vi distruggeremo), il vostro tempo in Canada è terminato e non vi daremo pace ovunque voi andrete.
Immediatamente dopo tale incontro cominciò una campagna diffamatoria nei nostri confronti che è culminata con la divulgazione di false notizie secondo le quali saremmo imparentati con un noto criminale, un certo Johnny Papalia di Hamilton in Ontario.

Tuttavia, noi non conosciamo il signor Johnny Papalia o membri della sua famiglia ne tantomeno siamo imparentati con questo signore . Nostro padre, Raffaele Papalia era un uomo di legge, in Italia era un Carabiniere a cavallo e morì per infarto quando avevamo appena di 5 anni.

Dopo l’ultimo incontro con Merry sia io che mio fratello Tony subimmo attacchi fisici, premeditati incidenti automobilistici, furti di documenti, blitz da parte della polizia nei nostri uffici e nelle nostre nelle nostre private dimore.

La situazione malgrado il nostro coraggio era diventata insostenibile tanto ché decidemmo di lasciare il Canada per paura della nostra incolumità.

Purtroppo, come minacciato dal signor Merry Kelsey, i nostri problemi non terminarono con il nostro trasferimento nelle Bahamas. Infatti, tentando di dimenticare l’assurda esperienza vissuta in Canada e utilizzando le nostre conoscenze dei mercati borsistici, ci siamo messi subito a lavoro, ma ben presto la CSIS e la RCMP si premurarono di inviare al Governo delle Bahamas una relazione sul nostro presunto legame con la mafia.

Identica situazione si riproponeva nel 1977, durante un nostro soggiorno a Londra per affari, dove venivamo inspiegabilmente arrestati e sottoposti ad un brutale ed illegale trattamento da parte della Polizia, che avrebbe dovuto estorcerci con la violenza una confessione su circostanze di cui sconoscevamo la stessa l’esistenza. Il trattamento a cui eravamo sottoposti mi ricordava il periodo medioevale dell’Europa, quando le persone sospettate di aver commesso un crimine venivano torturate fino alla morte. (approfondimenti “In Gold We Trust”).

Anche in questa occasione dal Canada giunse a Scotland Yard, una copiosa relazione che ci descriveva come dei truffatori e dei mafiosi. Il processo Kafchiano che ne è seguito a carico dei gemelli Papalia è stato definito dalle stesse autorità Inglesi il più costoso processo mai tenutosi nel Regno Unito. Naturalmente, ne siamo usciti con un assoluzione con formula piena per non essere ne mafiosi e per non aver truffato alcuno.

False informazioni da parte della Polizia Canadese vengono diffuse ancora oggi, a distanza di quasi quarant’anni dal famoso ultimo incontro con il signor Merry Kelsey e compagni nella camera dell’albergo Queen Elizabeth di Montreal e sia CSIS ché la RCMP vogliono ancora impedirci di sviluppare le nostre concessioni minerarie, che secondo i più accreditati laboratori di ricerca del settore, ma anche all’esito delle verifiche effettuate dai Geologi dell’Amministrazione canadese, costituisce la più grande riserva di metalli preziosi del Canada.

Roberto Papalia

IN GOLD WE TRUST

Saturday, October 3rd, 2009

Announcing IN GOLD WE TRUST: The True Story of the Papalia Twins and Their Battle for Truth and Justice by Deedee Panesar. This is a story of amazing portrayal of personal courage against overwhelming odds.

IN GOLD WE TRUST is the true story of the Papalia Twins and their battle for truth and justice. The story is about identical twins, Robert and Tony, who grew up in a working-class suburb of Montreal and became involved in music promotion activities while still in high school. From these humble beginnings they eventually became owners of what may be today one of Canada’s largest gold deposits. The story surrounding the acquisition, proving, and defending of this property is full of the intrigue and suspense of a spy novel yet everything you read is true.

IN GOLD WE TRUST may be purchased on Amazon.com and Barnes & Noble.com

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ITALIAN VERSION

Portiamo alla vostra conoscenza IN GOLD WE TRUST: La vera storia dei gemelli Papalia e la loro battaglia per la verità e la giustizia da Deedee Panesar.

Essa racconta di 2 gemelli monozigoti, Robert e Tony Papalia, cresciuti in una borgata della classe operaia di Montreal e divenuti promotori di attività nel settore musicale sin del liceo. Da questi umili inizi sono alla fine diventati proprietari di ciò che oggi può essere considerata una delle più grandi miniere d`oro in Canada. La storia riguardante l’acquisizione, la dichiarazione di autenticità e la difesa della loro proprietà è piena di intrighi ed ansie come in un racconto di spie. Tutti gli eventi narrati in questo incredibile libro sono realmente accaduti.

IN GOLD WE TRUST lo potete comprare su Amazon.com e Barnes & Noble.com

My Arrest: October 20, 2007 Milan, Italy

Wednesday, September 30th, 2009

It was early morning, roughly 5:30am when eight or nine policemen including a woman irrupted in my hotel room in Milan.

They woke me up, presented me some papers that were saying that I had worked to get “appalti” tenders for the construction of the “Bridge of Messina” and the Infinex Ventures, a public USA company of which I am a major shareholder was being used to commit fraud with market manipulation, that this Company belonged to the Mafia naming, Vito Rizzuto as the mafia chief and that I was associated with him to commit crimes.

I could not believe what I was reading and at first, I thought it was a joke or maybe the Italian version of Candid Camera or something like it. I was handcuffed and ushered out of the hotel where more police were waiting in cars and driven to a police station in Piazza Cavour. It was still dark.

All the policemen that were arrested me wore sport casual clothes, a mixture of coats, leather jackets, jeans, sweaters, etc.

When I got to the police station, I got taken to an area (large room) where there were several desks and the people there were also casually dressed, the night shift. I was taken in the back of this area to an adjacent room; my handcuffs were taken off and was told to wait. This room had no furniture, just a bench against the wall facing the door. The door was left open.

I sat on the bench and my head was racing trying to figure out what the hell was happening. A few minutes had passed, maybe ten minutes, when a man appeared at the door, looks at me and says: “Are you Roberto Papalia?”

I said, “Yes.”
He says, “You are very capable (bravo).”
I said, “Excuse me?”
He repeats, “You are very capable (bravo).”
I said, “It might be the case that I am very capable, but who are you and what am I doing here?”
At this point he continues, “I was at your mining plant in Canada.”
I asked, “Which one?”
He replies, ‘The one on the island (referring to Texada Island).”
A bit sarcastically I asked, “Did you like it?”

He starts to talk about the mining plant and while he was talking, I got up from the bench and stood in front of him, a couple meters distance and started to look at as he was speaking. This man was between 1.90 to 1.95 meters tall, lean and athletic and very well groomed, dark hair, polished in his manner of speaking, overall polished and well-groomed. He wore a dark striped suit (Wall Street type), a white shirt (crispy fresh), red tie and matching red handkerchief. His shirt sleeves were buttoned with what looked like expensive cufflinks. His shoes were shining and new. All of his clothes were fresh and of good quality. His face was freshly shaven and his hair perfectly combed and manicured hands.

Who was this man standing in front of me at this time of the morning dressed as if was going to a wedding or to some very important meeting? He looked completely out of place to the police station and not at all like any of the other people I had seen so far.

I let him talk for a few minutes as I was looking at him from head to toe and then I interrupted him and said, “You sir, whoever you are, you are saying nonsense and are telling me a pack of lies because to go and visit the mining plant you would have to asked permission to my office in Vancouver and I would have been informed. So, who are you? And what do you want from me?”

At this point the man changed his tone of voice and became somewhat threatening, pointing his finger at me with his arm half-stretched and said, “So!! You wanted to make war against Bush?”

I firmly said to him, “You are nuts. I don’t make war with anyone.”

And again he repeats louder with more emphasis, threatening but at the same time as if he was mocking (ridiculing) me with his tone of voice and said, “Lei voleva fare la guerra contro Bush. Hee!! Hee!!” (You wanted to make war with Bush. Ha!! Ha!!).

At this point from the other room someone is calling my name and telling me to go there. I left the man and the small room and went to the other room, where they proceeded to fingerprint me.

I never saw that man again. Who was that man?

He surely went out of his way to let me know the real reason for my arrest and unjustified accusations against me, my brother Tony, Infinex Ventures; a police raid with over 230 policemen were deployed in Milan that morning into offices and homes of more than 30 of my friends and acquaintances seizing computers, bank accounts aimed at destroying my reputation and support.

The reason: Pascua Lama Mine in Chile, Mr. Bush is one of the founders of Barrick Gold Canada and we were in a dispute in the Chilean courts for its ownership. Infinex Ventures was to be the beneficiary if the Chilean courts would have ruled in our favor.

The message he had given me was: See what happens when you dare challenge Barrick Gold?!!!!

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ITALIAN VERSION

Il mio arresto; Ottobre 20, 2007 Milano, Italia

Verso le 5:00 – 5:30am Ottobre 20, 2007, otto poliziotto si sono introdotti nella mia camera di albergo a Milano.

Mi hanno svegliato e mi hanno presentato delle carte che dicevano che io avevo lavorato nel 2002 per ottenere gli appalti per la costruzione del “Ponte di Messina” è chè Infinex Ventures; una societa quotata in Borsa negli USA, della quale io sono il più grande ozionista era usata per frodare investitore e che codesta società apparteneva alla Mafia è chè io lavoravo per la Mafia.

Non potevo credere cosa stavo leggendo è inizialmente hò pensato che fosse uno scherzo, tipo Candid Camera. Ma mi misero le manette e mi arrestarono e mi portarono alla caserma di Piazza Cavour. Era ancora buio.

Tutti I poliziotti chè mi arrestarono erano vestiti sportivamente, giacche di pelle, maglioni, jeans, etc. Quando sono arrivato alla caserma, mi portarono in una grande camera dove c’erano 5-6 scrivanie è altri uomini pure loro vestiti causali (probabilmente it turno di notte) Mi portarano in una camera collegata con questa grande camera. Mi tolsero le manette è mi dissero di aspettare. La porta di questa camera la lasciarono aperta è io mi sedetti su un banco di legno che era fisso su uno dei muri davanti alla porta. Dopo un pò di minuti; forse 10, un uomo apparve alla porta è entro nella camera è chiese.

“Lei e Roberto Papalia?”
Io risposi, “Si.”
Lui dice, “Lei è molto bravo.”
Io dico, “Scusi?”
E lui dice ancora, “Lei e molto bravo.”
Io rispondo, “Sarò pure molto bravo, ma lei chi è, e cosa faccio io qui?”
A questo punto lui dice, “Io sono stato al suo impianto in Canada.”
Io gli chiesi, “Quale impainto?”
È lui risponde, “L’impianto sul’isola.” (si riferiva all’impianto sul’isola Texada)
Io gli chiesi, “Gli è piaciuto?”

Lui si mise e parlare dell impianto, mentre lui parlava dell’impainto, io mi alzai dal bancone è mi avvicinai ad un paio de metri davanti a lui. Questo signore ero alto 1.90m – 1.95m snello e atletico, sui 35 – 40 anni di età molto curato fiscamente, e molto raffinato nelle sue maniere. Era vestito impeccabilmente con un vestito scuro (forse nero) a righe, camicia bianca (fresca) cravatta rossa, e fazzoletto rosso nella tasca sul petto. Le maniche della sua camica erano bottonati da polsini che sembravano costosi. Mentre lo guardavo e ascoltavo, me chiedevo chi fosse questo uomo; chi era questo uomo chè a questa ora mattina vestito come se andava a una festa o qualche evento importante; sembrava completamente fuori posto in questa caserma, sembrava fosse venuto da un altro pianeta paragonandolo a tutti gli altri che avevo visto.

Lo lasciai parlare per un pò di minuti è a un certa punto gli dissi, “Lei signore, non so chi lei è o cosa vuole, ma mi sta raccontando della bugie e cazzate, perche per andare a visitare l’impianto lei avrebbe dovuto chiedere permeso al mio ufficio di Vancouver e io di certo sarai stato informato. Allora mi dica che è lei? È cosa vuole da me?!!!”

A questo punto questo signore cambiò il tono della sua voce e divenne minaccioso, puntò il suo dito a me e disse, “Allora lei voleva fare guerra a Bush?!!!”

Io gli risposi, “Lei e pazzo. Io non faccio guerra a nessuno.”

E lui alzando il volume della sua voce ancora di piu, minacciosamente ma come se si prendesse schermo di me (ridicolizzarmi) disse, “E lei voleva fare la guerra contro Bush. He!!! He!!!!”

A questo punto mi chiamavano dall’altra camera e io andai di la dove presero le mie impronte digitali. Non vidi mai pui questo uomo. Chi era questo uomo (signore). Di certo mi fece capire il vero perchè ero stato arrestato. Avevo osato sfidare Barrick Gold (Infinex Ventures). George Bush Sr. e uno dei fondatore, direttore, e strategic advisor di Barrick Gold.

Quella mattina quell misterioso signore mi diede un preciso messagio.

Vedi cosa succede quando osi sfidare Barrick Gold e Bush.

THE MAFIA STORY

Tuesday, September 8th, 2009

Excerpt from:
IN GOLD WE TRUST: The True Story of the Papalia Twins and Their Battle for Truth and Justice
Deedee Panesar

This is about the Papalia brothers and the beginning of the Mafia story. It starts during the early 1970s when there was continued political turmoil in the province of Quebec in Canada. Unknown to the citizens of Canada at that time, but now part of the public record of events as documented by the McDonald Commission Report, some members of the RCMP Security Service after the “October Crisis” of 1970 embarked upon a course of surreptitious conduct which can only be characterized as ill-conceived, totally lacking in judgment and illegal. Between October 1970 and early 1973, actions such as coercion, attempted blackmail, breaking and entering, and one known bombing by members of the RCMP became standard operating practice. The stated purpose of this illegal activity was to infiltrate the FLQ separatist organization with the objective of destroying it and ridding the country of this terrorist threat. One method used by this group of RCMP officers was known as Human Source Recruitment. The unit would target an individual they believed was connected to persons involved in the separatist movement. They would apply serious pressure as they tried to gather intelligence. Not everyone approached agreed to cooperate, but many reported feeling threatened. They believed that failure to cooperate would have dire consequences.

Kelsey Merry was the chief intelligence officer of the Toronto Stock Exchange who had developed an impressive reputation for “sniffing” out stock swindles, contacted Robert and Tony in the early part of 1972. He was an enormous man with a booming voice which together with his 400+ pound frame posed an intimidating presence. The Papalia brothers had three intriguing aspects for him. One – the Papalia name is considered a very old Mafia family name. Two – the brothers were assumed to have separatist elements as to Tony’s live statement on Quebec television “Vive le Quebec Libre “. Third – stock fraud potential as both brothers were with the Montreal Stock Exchange and Robert being the first youngest president on a board of a public trading company.

Merry made a proposition to the brothers that was very astonishing. He told them he was attached to the Intelligence Division of the RCMP Security Service. He wanted Robert and Tony to become spies and act as informers against specific individuals, promoters and members of the Montreal Stock Exchange. In exchange for their cooperation, he offered financial inducements. The brothers were also led to believe that failure to comply might cause them problems.

The brothers told him they needed to digest the idea. Meetings continued with Kelsey Merry and he tried to convince them. He began to make reference to the political unrest and the separatist movement in Quebec. He suggested that there were people in high places who felt it was against the best interests of Canada for the Quebec economy to become too strong. He told them he was aware of their Lillooet Project and that he felt it might be detrimental to Canadian ‘unity’ for such a large project to go ahead through the vehicle of the Montreal Stock Exchange. The time was not opportune for a boom on the Quebec market. He told them the RCMP believed certain individuals in the Quebec financial community were financing the separatist movement and they wanted to identify such people. Secondly, they were planning to interfere in the business life of Quebec with an aim to undermine the economic well-being of the Province. If the economy suffered, this would discredit the separatists.

The brothers finally made their decision and told Kelsey Merry that they would not have part of this. Merry’s harshest threats failed to persuade the brothers. He told them that they will never have peace again and that they will be destroyed financially. The brothers told Merry to “go fuck yourself.” Strange events were starting to occur for Robert and Tony. Members of the RCMP were appearing in brokerage houses around the city and flashing photos of pictures of Robert and Tony. Were they aware that Robert and Tony were related to Johnny Papalia? In some cases, it was suggested that he was their Father, in others their Uncle. Johnny “Pops” Papalia was the reputed head of the Mafia in Canada with no relations to Robert and Tony.

NOTE: Their father, Raffaelle was a policeman.

The brothers decided to contact Kelsey Merry. They told Merry that he knows that they are not connected to the Hamilton Papalias and that there is police suggesting that they are related. Merry didn’t confirm or deny involvement. He told the brothers that this is what can happen when you don’t cooperate and that this was just the beginning of many occurrences.

This was the beginning of the rumours for Tony and Robert Papalia and their Mafia type-association, which continues to this date. Neither Tony nor Robert Papalia is associated with any Mafia organization.


Totò Riina, quoted in “La Repubblica”, May 26th 1994
“The mafia does not exist, it is just an invention of the communists”

ITALIAN TRANSLATION
LA STORIA DELLA MAFIA

Ecco cosa ha messo in relazione i fratelli Papalia e la Mafia. Tutto cominciò all’inizio del 1970, quando era in atto tumulto politico nella provincia del Quebec in Canada.

All’insaputa dei cittadini canadesi di quel periodo, ma ora parte dei pubblici registri dei fatti accaduti lo hanno documentato con la McDonald Commission Report, alcuni membri del RCMP Security Service dopo la “Crisi d’Ottobre” del 1970 hanno iniziato a comportarsi clandestinamente in modo privo di senno, totalmente con mancanza di senso di giustizia, ovvero in modo illegale.

Tra l’Ottobre del 1970 e primi mesi del 1973, azioni coercitive, tentativi di ricatti, irruzioni, e un certo bombardamento di conoscenza dei membri del RCMP divennero il loro tipico modi di agire. I propositi intentati da quest’attività illegale erano di infiltrare separatisti nell’organizzazione FLQ con l’obiettivo di distruggerla e liberare il paese dalla minaccia terroristica.

Un metodo usato dal questo gruppo di dirigenti dell RCMP era conosciuto come “Human Source Recruitment” (letteralmente: reclutamento delle risorse umane). L’unità avrebbe dovuto individuare una persona che loro credevano connessa ad altre persone coinvolte nel movimento separatista. Facevano forti pressioni così come facevano investigazioni. Nessuna delle persone avvicinate concordò a cooperare con loro, ma molte riportarono di sentirsi minacciate. Le persone furono indotte a credere che una cooperazione fallimentare sarebbe diventata presagio di serie conseguenze.

Kelsey Merry era il capo investigativo della Borsa di Toronto che si era guadagnato una reputazione di segugio nel campo delle truffe in borsa, contattò Robert e Tony nella prima parte del 1972. Era un uomo enorme con una voce tonante, insieme ad una stazza di 200 chili, aveva una presenza intimidatoria. I fratelli Papalia avevano tre aspetti intriganti per lui. Il primo – il cognome Papalia era considerato un antico cognome di origine mafiosa. Secondo – Venne dato per assunto che i fratelli avessero intezioni separatiste grazie alla dichiarazioni di Tony Papalia date alla televisione del Quebec” “Vive le Quebec Libre “. Terzo – Entrambi i fratelli come operatori della Montreal Stock Exchange erano potenziali truffatori di borsa, inoltre Robert divenne il primo e più giovane presidente di un consiglio d’amministrazione di una società quotata.

Merry fece ai fratelli una proposta che era molto entusiasmante.
Li informò che era connesso dalla divisione investigativa della RCMP Security Service. Inoltre volle che Robert e Tony diventasse spie ed informatori a scapito di specifiche persone, promotori, e membri della Montreal Stock Exchange. In cambio della loro cooperazione, offrì incentivi finanziari. I fratelli furono indotti a credere che l’eventuale fallimento nell’obbedire gli causasse problemi.

I fratelli dissero che avevano bisogno di tempo per digerire la proposta. Continuavano gli incontri con Kelsey Merry ed lui provava a convincerli. Cominciò a fare riferimento alla delicata situazione politica e al movimento separatista in Quebec. Fece presente che c’erano persone negli alti ranghi non volevano che l’economia del Quebec diventasse più forte perché ciò era contro gli stessi interessi del Canada. Merry li informò di essere a conoscenza del Progetto di Lillooet e che riteneva potesse essere dannoso per l’unità dei canadesi poiché un così grande progetto non poteva andare avanti all’interno della borsa di Montreal: il “Montreal Stock Exchange”.

Non erano i tempi giusti per il “boom” del mercato borsistico in Quebec. Merry disse ai fratelli che l’RCMP credeva che certe individui della comunità finanziaria del Quebec stessero finanziando il movimento separatista quindi era l’RCMP che voleva identificare queste persone. Secondariamente, loro stessi avevano pianificato di interferire con l’attività economica del Qubec con l’intento di minare il benessere economico della provincia. Se l’economia stenta si porterebbe discredito ai separatisti.

I fratelli presero la loro decisione e dissero a Kelsey Merry che non volevano prendere parte a tutto ciò, Le crudeli minaccie di Merry fallirono nel persuadere i fratelli. Merry disse ai fratelli che non potranno piu’ rimanere in pace e che saranno finanziariamente distrutti. I fratelli dissero a Merry di “andare a farsi fottere”. Così incominciarono ad accadere le prime stranezze per Robert e Tony. Apparvero membri del RCMP nelle società di brokeraggio attorno alla città e cominciarono a scattare foto di Robert e di Tony.

Loro assunsero che Robert e Tony erano connessi a Johnny Papalia? In qualche caso, fu detto che lui era loro padre in altri, loro zio. Johnny “Pops” Papalia era ritenuto la testa della Mafia in Canada senza relazione alcuna tra Robert e Tony.

NOTA: Le padre di Robert e Tony: Rafealle è Maresciallo Carabinieri

I Fratelli decisero di contattare Kelsey Merry dato che lasciava credere alla polizia che i fratelli stessi erano connessi ad Hamilton Papalias pur sapendo che era vero il contrario. Merry non negò né confermò il loro coinvolgimento. Egli disse ai fratelli che questo è cosa può accadere quando non si coopera e che era solamente l’inizio di una serie di molti disagi.

Questo è come cominciarono tutti i pettegolezzi per Tony e Robert Papalia e il loro tipo di associazione Mafiosa. Questo è continuato ad accadere fino ad oggi.

Il Ponte Sullo Stretto and the Canadian Connection

Monday, March 16th, 2009

To Mr. Antonio Mazzeo
Reference to your story: “Il Ponte Sullo Stretto and the Canadian Connection
Chapter: “Arriva L’Orso Bruno

The Papalia Brothers: Robert and Anthony have never in their lives done any business with Rizzuto or Cuntrera-Caruana.

The Papalia Brothers are honest businessmen active in mining, technology and finance for over 30 years. They are people with high moral values, honesty, integrity and vision.

The companies of the Papalia Brothers have never issued or circulated “false shares”

The Rizzutos have nothing at all to do with the companies of the Papalias; contrary to what has been falsely reported by certain Italian media in a slanderous propaganda campaign.

The companies of the Papalia Brothers have been in business for over 30 years, they have never committed any fraud, and they are in good standing.

The accusations against the Papalia Brothers in Italy are nothing more than a continuation of a conspiracy against the Papalias; a conspiracy ongoing for the last 30 years; a conspiracy to deprive the Papalias of their hard earned assets. Assets that consist in Gold and other minerals reserves; amongst the biggest in the world.

You, Mr. Antonio Mazzeo, in this story of yours have done any journalism, but insisted what you have done it: you blindly accepted lies, falsities and distorted fantasies of others and you have repeated them in the same way as a parrot would do – not to be offensive, but this is the sad truth.

You, Mr. Mazzeo, as a journalist should know that journalists have a great influence on public opinion: and on account of this reason you also have great responsibility to make sure that what you write is truth. As a journalist, the most useful function you can perform is to search and discover truth and to fight lies and injustices. It is your duty to analyze in detail and in honest impartial manner, and to investigate fully before you write and publish stories that cause grief; that cause damages and destroy the reputation of a human being. To write and publish lies, falsities and fantasies is a miserable, criminal and not forgivable act.

Writings as you have done; repeating lies, distorted fantasies, and slandering – you have sided with the most powerful criminals of this earth; the same super powerful criminals that create unjust wars and genocide; rob and bring to slavery weak nations, manipulate and falsify monetary, financial and gold markets, defrauding and stealing form the entire world; the same super-powerful, untouchable criminals that have brought this world by stealing, killing, manipulating and defrauding to the disastrous economic condition we are in today. They have done all this knowing that their super-powerful status will not allow for them to be ever punished.

Mr. Matteo, I must remind you that it is your solemn duty to practice real journalism.

Mr. Matteo, find the courage to search for the truth so that your work will be for the cause of real justice.

Mr. Matteo, find the courage to be a paladin for truth and justice, search and look for causes, don’t look only at effects. Find the courage not to be one as those people that are being used, programmed or are at the servitude of these criminals.

Human beings have the capacity to think and analyze; make good usage of it.

Robert Papalia
www.robertpapalia.com

Al signor Antonio Mazzeo:
In referenza al suo articolo ‘Il Ponte Sullo Stretto e la Canadian Connection”
Capitolo “Arriva L’Orso Bruno”

I Fratelli; Robert e Anthony Papalia non hanno mai operato congiuntamente con I Rizzuto o i Caruana-Cuntrera.

I Fratelli Papalia sono onesti uomini di affairi, chè operano nei settori: minerario, technologico e finanziario da oltre 30 anni, è sono persone con massima onestà, integrità e visione.

La societa dei Fratelli Papalia non ha mai messo in circolazione “titoli falsi”.

I Rizzuto non hanno niente a che fare con le società dei Papalia, come falsamente riportato dai media con notizie false e senza fondamenta.

Nessuno società dei Papalia hà mai commesso alcuno truffa dope 30 anni di attività.

Le accuse contro i Papalia di oggi non soni altro chè il proseguimento di una cospirazione messa in atto contro i Papalia; una cospirazione per derubare i Papalia dei loro beni: Riserve aurifere ed altri metalli tra le più grande al mondo; una cospirazione che è in atto da oltre 30 anni.

Lei, Signor Antonio Mazzeo in questo suo articolo non hà fatto del giornalismo, ma hà accetato cecamente menzogne, falsità, e fantasie di altri; e le hà ripetute nella stessa maniera in cui le ha sentire – non voglio offenderla mà questa e la verità.

Lei, Signor Mazzeo da giornalista dovrebbe sapere; che avete un grosso potere sull’opinione publlica; è per questa ragione avete delle grande responsabilità.

Come giornalista la sua funzione più utile è di scoprire le verità, e combattere le mengogne ed ingiustizie.
.
È un suo dovere investigare analizzare nei dettagli, è in modo imparziale ed onesto prima di scrivere e pubblicare delle cose che causano infelicità; causano Danni e distrugono la reputazione di un essere umano.

Scivere e pubblicare della falsità, menzogne e fantasie e un atto meschino e inperdonabile.

Signor Mazzeo è un suo dovere fare del vero giornalismo per la verità.

Signor Mazzeo, trovi il corraggio di cercare la verità; attinga alla sua onestà e a quello chè si chiama comportamento morale, cioè un comportamente che rispetta il diretto degli altri alla felicità.

Signor Mazzeo, trovi il coraggio di essere un paladino di verità e guistizia. Guardi all cause di eventi, non solo agli e effetti di essi; non faccia come quelli chè conscientamente o inconscientamente sono usati, programmati, o a servizio di questi criminali.

Gli esseri umani hanno la capacità di riflettere a pensare; Ne faccia buon uso,
esiste anche una giustizia suprema.

Robert Papalia
www.robertpapalia.com

ESCLUSIVE: Interview of truth with Tony Papalia, who tells us about the misadventures and false accusations of which he has been a victim for many years with his brother.

Monday, January 26th, 2009

http://viewda.com/webpaper/marcopolo/webpapers/marcopolo071127/viewer_frame.html

Marco Polo
27 November – 3 December 2007
CANADA SPECIAL

ESCLUSIVE: Interview of truth with Tony Papalia, who tells us about the misadventures and false accusations of which he has been a victim for many years with his brother.

GOLD FEVER AND THE MANIA OF MONOPOLY
By, Rino Vultaggio

Vancouver: The Papalia brothers, after almost forty years of work and dedication in gold mining and other metals in Canada and world-wide: Today, they find themselves mixed up in a vicious complex net of a judicial misadventure. They have many precious metals deposits to bring into production. The competition does not give the Papalias any rest. Recently, like lightening, apparently in a clear sky, one of the Twins, Roberto Papalia, a Vancouver resident, without explanation, was arrested in Milan, Italy. Against him, they formulated the accusations of Mafia association, promotion of phantom mines and garbage shares. At this point, the Editor of Marco Polo received a phone call from Tony Papalia; also a Vancouver resident, letting him know that he would like to have an interview to bring light the factual truth.

Q: We ask Tony immediately for what motive Robert Papalia was arrested on the 23rd of October?
A: Dear Vultaggio, the story of the Papalias has its roots in 1960s, however, in 1970 we were approached by persons that were agents of the government and without too many preliminaries told us to abandon the Lillooet Project and the work for them.

Q: Who are they?
A: Agents of the government, maybe acting for third parties.

Q: What did you answer?
A: That we would not even had considered such an offer. At this time they threatened us that if we would not accept their offer, they would make our life impossible.

Q: How – In what way?
A: Slandering us, spreading lies and false accusations with the purpose that we are Mafia, with the purpose to sabotage all our working plans that consist in the extraction of gold from our mineral concessions.

Q: As it seems (from all the material published in the press and the internet) until today, they seem to have succeeded in making every attempt to develop the mines to fail. Actually, in fact these attempts have gone regularly badly. How come they have all this power?
A: Simple, once they brand you as Mafia, they have condemned you with a stigma not easy to cancel from police archives.

Q: Explain yourself better.
A: I want to say that it is the word of a presumed Mafia person against theirs.

Q: By theirs, do you mean that chiefs of the big corporations that control the market of precious metals?
A: Them also, certainly the real Mafia, aggressively forceful is them that they can do what they want. They have so much money available that they can corrupt and buy anybody. It’s like the cat playing with the mouse.

Q: What is the weapon that they normally use against you?
A: Naked shorts in the market and slander in the press.

Q: What do they do?
A: They are trained to manipulate the share price of companies on the market by illegal means, one of which is naked shorting, making share prices tumble, creating bad reputations for the companies in the market place.

Q: How?
A: They sell shares in the market of our companies without owning them (naked shorting). They bring companies to ruin and they are too strong to be beaten most of the time. Vancouver has been many times the EPI Center of big manipulation of shares and scandals of this type to the point that the Vancouver Stock Exchange was closed and merged with the Toronto Stock Exchange. That was the way to avoid the scandal that was erupting in Vancouver

Q: So is Vancouver the black sheep of the market?
A: No. Not only Vancouver. Montreal also was ruined by political maneuvers. During that period, early 70s they infiltrated Quebec and destroyed the market by attacking the principal financial players. During that period, we and a meeting with the Minister of Justice of Quebec and we reported to him what was happening to the stock market of Quebec and who was behind the sabotage of the Montreal Stock Exchange.

Q: What happened, who were they and what did they ask you –these types that were acting illegally?
A: The person we had the most interaction was Kelsey Merry. He always insisted that we should leave everything and work for his group. We realized that we were dealing with dishonest people, determined to make us fail in our own business. I repeat, we were so sure of his dishonest actions that we reported him to the Justice Minister in Quebec. Seeing himself rejected and discovered starts to spread false information and slander all over the place. He starts spreading rumors that we were in the Mafia; these lies send to ruin our company on the Montreal Stock Exchange, Pacific Nickel. The Papalias were developing technologies for British Columbian projects. At that time we were strong financially in the market and we could finance projects. We were at the crest of the wave.

Q: What else did he do – this Kelsey Merry?
A: Urgently, I was advised by the Directors of Pacific Nickel, while I was in British Columbia, amongst them an ex-judge, they informed to stop everything and to leave Canada because we were risking a lot, including our lives. After these threats, we urgently transferred ourselves to the Bahamas, aborting with a broken heart all our companies in Canada, with gigantic financial losses to ourselves.

Q: At this point what did you do without finance and far from Canada?
A: Well, if we were really Mafia, we would have fixed everything. I would not be here telling you about this sad story. However, we did not lose our spirit and with patience and hard work we established our companies in the Bahamas, hoping they would leave us alone to work in peace. It did not happen that way. The prosecution by these people continued abroad.

Q: So these (sharks) were definitely planning to have you shut down also abroad?
A: Certainly and always with the same tactic, so goodbye Bahamas. We decided then to head to Europe. In London we were negotiating the acquisition of a London bank and we were completing the financing for our mines for the extraction of metals. However, also here the usual Canadian frame-up artists sent our business plans up in smoke.

Q: In what year did this attack happen?
A: We were in 1976. The abuse toward us at this time was of great proportion. Obviously they accused us again of the same falsehoods. Phantom mines that don’t exist or that they have nothing and on top of that we are criminal Mafia. I am arrested and tried for 700 days. In the biggest trial in British history, a real record!

Q: How did this story end with Scotland Yard in this case?
A: They had weaved a spider web of gigantic proportions, but at the end the Papalias were found innocent of all the accusations by proving their innocence and that they were not Mafia and their mine of Lillooet in British Columbia in Canada had really a deposit of 300 million ounces of gold and the same amount of platinum. The structure belongs to Metals Research and there were over 200 witnesses, which demonstrated geologically and scientifically independently to do so.

Q: From where does this information regarding the mining concessions come from and how is it possible to demonstrate the contrary once and for all?
A: The situation is complex: From over thirty years until today, these individuals have given us no rest. The office of disinformation of the Canadian Government together with the Canadian Embassies around the world continues to spread false information about the Papalias.

Q: At this point what pushed you to continue seeing no conclusion of your efforts – something that would demolish anyone?
A: Our staying power. People like us don’t bend easily to injustice and abuse of power by some powerful people that think only to their interests against justice and democracy.

Q: Can you shortly conclude because here we have a story of forty years and it would a book to conclude and explain it all?
A: Certainly, as to this subject, the book of the story of the Papalia brothers will be published soon. It will leave nothing out. It will be faithful to the facts that happened, revealing the names of the people involves in this scandal. I understand the nature of the problem is attributable to the competition: greedy and monopolistic without scruples or souls with false information that manipulate the authorities and blind the truth. They have created an imaginary monster with the sole intention to keep under control the commerce of gold and naturally its price and its profits.

Q: It seems that until today they have successfully done so, but you and your brother don’t seem to have the intention to let go and do other things. Another question just to change the subject, what is your affiliation with Mariano Turrisi, which we have learned recently, he was arrested in France with the usual accusations of Mafia association. Turrisi, was the Vice-President of the newly born political party of the Italian Monarch, Prince Emanuele Filiberto of Savoy with an office besides the Chigi Palace in Rome. To finish my question, what ties you to Vito Rizzuto of Montreal, accused and arrested of homicide in a shoot out between the Mafia clans in New York during the 80’s? For this long question, I expect a short answer. Thank you.
A: With Vito Rizzuto there is a friendship that was born during my junior high school years. Vito Rizzuto until a few years ago was a free citizen like everyone else. He was arrested for something that supposedly happened 20 years ago in the United States. Whether he is innocent or guilty is for the justice system to decide. As far as Mariano Turrisi, associate of Emanuel Filiberto (also president of the Made in Italy Group), we met in Russia while I was having meetings with the local government agencies. Turrisi was financing the new political party called Valori e Futuro and he was promoting Made in Italy. I liked both ideas and I joined him in his political and business efforts that seemed to me to be legal and legitimate. I think the problem when it started to be known that Filiberto of Savoy was entering the Italian political arena under the nose of the big politics of Chigi Palace, with Turrisi screaming to the four winds that the Italian political system was corrupt, decadent and untrustable and that soon an army of young people would broom away the old dirt of Italian politics. To this situation add the participation of the Papalia brothers to this movement and here arrive again the phantoms of the past and half a dozen people are surprisingly arrested and amongst them are Mariano Turrisi and Robert Papalia, my brother. With which accusations you ask yourself? Always the same: the ones that have been following us for years slander without proof. A stamp you cannot delete.

Q: So we start again from the beginning. What remains to do? Aren’t you tired and don’t you want to put an end to this vicious circle? It seems that you have brought upon yourselves a vicious spell.
A: Yes, I must admit I am tired of this and this time we stepped on the toes of the big Italian political and again they bring out stories of promotion of phantom shares. They also throw across our path like a sword (Mafia). Here we are from the beginning, false information provided by the Canadian authorities, the ones that always put a spoke between our wheels. I am and remain optimistic that the truth will prove the innocence of the Papalia Twins. We, dear Vultaggio, and I will say it at loud voice we are people that have done everything according to law and within all legalities. Our father was a mounted policeman and he taught us respect, discipline and honesty. We are neither outlaws nor Mafia. But rather people that desire to live and work in peace. I finish this interview with you sending a challenge to all that don’t believe our honesty to come and check in person our mines in Lillooet and Texada. They will have the demonstration and proof of our gold and various metals. This invitation is addressed to the judicial authorities of Italy and Canada. Scientists, geologists, engineers and technicians and whoever has an interest in this sector of mining.

Q: Amen, with this dear Papalia, it’s the best defense demonstration of tangible proof and facts and rumors disappear together with slander. Cheers and thanks for the interview. Send me soon a copy of your future book.
Q: On the subject, what is the title of the book?
A: In Gold We Trust – In passing, on a kernel of lies, they built a mountain of nonsense. What else, how stupid of me!
Good Luck RV