Victory at Last …. The Nightmare is Over

November 24th, 2012

Five years ago, the highly publicized arrest!!! Yesterday, a verdict of innocent which gives Robert Papalia back his honor but not the serenity of life, caused by all the humiliations and slander suffered and all the time stolen from his life. And by what the Italian courts have labelled a ‘mistake’ a non-existent case. Shame on you Italy.

L’ incubo è finito … Guistizia è fatta!!

Cinque anni fa la clamorosa cattura di Roberto Papalia. Ieri un’assoluzione con formula piena che gli restituisce l’onore, ma non la completa serenità per le traversie patite, dopo tante sofferenze. Per quello, dunque, che in primo grado è stato catalogato come un errore giudiziario.

Assolto Roberto Papalia con la formula più ampia del «fatto non sussiste».

Le persone sono a disagio di fronte alle denuncie fatte dal governo e delle istituzioni che trapelano come unico intento quello di investigare, interrogare, intimidire e tormentare legittimamente i cittadini le cui idee e modi di fare sono fuori da ogni canone.

La così detta “libertà di stampa” quando è messa di fronte a certe storie, raramente reagisce contro le persone o i modi di fare di chi conta veramente. La stessa “notizia” deve essere sempre sensazionale. Le Insinuazioni che provengono da fonti autorevoli come la polizia, i militari o le agenzie governative sono sempre nominalmente accettabili senza la possibilità di appurare i reali motivi che ci sono dietro alle accuse.

VIDEO – Intervista con Avvocato Paolo Gemelli di Roberto Papalia – un caso di ordinaria ingiustizia

Intervista con Avvocato Paolo Gemelli di Roberto Papalia – un caso di ordinaria ingiustizia

Mafia, processo ‘Orso Bruno’: tutti assolti gli imputati

Assolto dopo 1 anno di cella per mafia

Cattolica, processo «Orso Bruno» Assoluzione per sette imputati -Erano accusati a vario titolo di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento, riciclaggio e aggiotaggio

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‘Orso Bruno’, assolti

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Un nuovo processo Kafchiano si svolge in Italia ai danni degli italo-canadesi Roberto e Antonio Papalia

June 23rd, 2010

FOR IMMEDIATE RELEASE

Un nuovo processo Kafchiano si svolge in Italia ai danni degli italo-canadesi Roberto e Antonio Papalia.

Oggi 23 giugno 2010, si è tenuta presso la quinta Sezione Penale, quarto collegio, del Tribunale di Roma, presieduta dalla dottoressa D’Alessandro l’udienza per l’audizione dei testimoni chiamati dal Pubblico Ministero Giuseppe De Falco, nel procedimento numero 10471/05 a carico del signor Papalia Roberto + cinque.

L’udienza rappresentava un momento nodale e conclusivo di tutto il processo in quanto, proprio in questa udienza dovevano essere ascoltati i più importanti testimoni portati dal P.M. Dott. De Falco.

Proprio i testimoni Gerard R. West di Vancouver e Lorin McDougall di Montreal -Ufficiali della Polizia a Cavallo RCMP (Royal Canadian Mounted Police), avrebbero dovuto confermare le accuse mosse dal PM De Falco a Roberto e Antonio Papalia, i quali a suo dire sarebbero due pericolosi criminali associati da anni con la mafia Canadese e che per quest’ultima avrebbero rappresentato la punta di diamante per il compimento di spregiudicate ed illegali operazioni di investimento che venivano realizzate sia in Italia che nel resto del mondo.

Sempre secondo l’accusa, Roberto e Antonio Papalia avrebbero curato gli interessi della mafia quantificati in bilioni di dollari, occupandosi di investire i proventi di attività criminali in società quotate in borsa e creando colonie operative oltre oceano.

Per tali accuse il signor Papalia Roberto il 22 ottobre 2007, veniva arrestato e trattenuto in regime di massima sicurezza come la legge italiana prevede per i più pericolosi appartenenti ad associazioni di stampo mafioso.

Solo il 18 maggio 2010, dopo 31 mesi di detenzione in regime di massima sicurezza, il signor Papalia Roberto veniva per sopraggiunti motivi di salute, liberato. Infatti nel mese di gennaio 2010, era stato sottoposto d’urgenza ad un delicato intervento di triplo by-pass coronarico presso il Policlinico Tor Vergata di Roma e dopo soli tre giorni di terapia intensiva e senza un adeguato programma riabilitativo cardio-respiratorio, come previsto dai protocolli medici italiani, veniva ritrasferito nuovamente presso il carcere di Rebibbia di Roma.

Financo durante l’operazione a cuore aperto, agenti appartenenti alla Polizia penitenziaria, erano presenti nella sala operatoria al fine di evitare che, forse durante l’anestesia generale, il detenuto potesse fuggire.

Tanto accadeva allo sventurato Roberto Papalia, malgrado la stessa perizia medico legale disposta dal tribunale, dopo numerosi solleciti da parte difensore di fiducia l’Avvocato Ugo Bruno Gambardella, stabiliva come indispensabile ed urgente un periodo di riabilitazione presso una adeguata struttura dotata di medici specializzati.

Durante questi trent’uno mesi di carcere duro il signor Papalia Robert era costretto, stante la lentezza delle attività del tribunale, ad attendere le risultanze delle molte audizioni testimoniali disposte dal P.M. e culminate il 23 giugno u.s., con l’audizione dei Poliziotti canadesi, i quali avrebbero dovuto confermare gli assunti del P.M. in ordine ai loschi rapporti intrattenuti dai gemelli Papalia con la mafia della famiglia Rizzuto di Montreal.

L’udienza Shock del 23 giugno prende però i giudici di sorpresa ed il processo Kafchiano a carico di Papalia Roberto, essendo nel frattempo morto per un attacco cardiaco il Gemello Antonio, si scioglie come neve al sole.

Sono gli stessi Poliziotti a smontare l’impianto accusatorio del P.M. e lo fanno in maniera categorica dichiarando che i gemelli Papalia non hanno mai intrattenuto rapporti di affari o di natura sospetta con la famiglia Rizzuto ne con altre associazioni criminali in Canada.

Successivamente al P.M. De Falco, l’Avvocato Ugo Bruno Gambardella ebbe ad eseguire parte la cross examination insieme all’avvocato Paolo Gemelli, riuscendo finalmente a chiarire sopra ogni dubbio che ne in passato ne nel presente sono mai esistiti legami di natura illecita tra i gemelli Papalia e la famiglia di Vito Rizzuto ne con altre organizzazioni criminali in Italia.

Pertanto il 23 giugno è caduto nel nulla l’impianto accusatorio messo in piedi dal P.M. De Falco, salvo dover tenere nel debito conto gli ingenti costi processuali sostenuti dai cittadini italiani e salvo le enormi sofferenze ingiustamente patite a causa delle limitazioni alla libertà e le vessazioni del regime carcerario, e non ultimo, per la inevitabile perdita di credibilità dei gemelli Papalia.

In sintesi diversamente da quanto si legge nell’atto di accusa del dott. De Falco, le investigazioni della Polizia canadese non sono giunte alle medesime conclusioni, ma sono giunte esattamente alle conclusioni opposte.

Allora perché i gemelli Papalia hanno dovuto pagare costi così alti per accuse che non li hanno neanche sfiorati?

Perché accusarli di essere associati alla mafia se con questa, malgrado le indagini svolte non hanno nulla a che spartire?

E’ appena il caso di ricordare a coloro che hanno voglia di ascoltare, che il signor Antonio Papalia non è deceduto a seguito di una malattia infatti, solo tre mesi prima si era sottoposto ad un check up completo che aveva certificato il suo sano stato di salute e pur tuttavia il giorno di natale alle quattro del mattino moriva per un attacco di cuore.

A dette delle persone che lo hanno assistito il decesso sarebbe stato determinato dalle ingiuste accuse mossegli e dalla lunga prigionia del fratello Roberto, che occorre ricordarlo era sottoposto al peggiore regime carcerario oggi esistente in Italia.

Ulteriore capitolo che è stato fatto oggetto di interrogatorio il 23 giugno, è stata l’indagine eseguita dalla RCMP sulle attività di intermediazione finanziaria effettuate dalla società “Infinex” quotata sulla borsa di New York (OTCBB) e con sede a La Vegas Nevada di proprietà dei gemelli Papalia, che secondo il P.M. Falco, sarebbe servita per il riciclaggio di denaro proveniente dalle attività illecite di Vito Rizzuto.

Anche tale circostanza veniva categoricamente smentita dalla Royal Canadian Mounted Police, che aveva investigato a lungo sulle attività di compravendita di azioni di questa società.

Stessa cosa succedeva per quanto riguarda le proprietà minerarie nella British Columbia (Canada), le cui concessioni appartengono unicamente ai gemelli Papalia e non come sostenuto dal P.M. De Falco a Vito Rizzuto, il quale non ha mai finanziato o investito in queste miniere o in altre società collegate ai Papalia.

Malgrado la stessa RCMP riferiva più volte durante l’interrogatorio, di aver sottoposto dal 2003 i gemelli Papalia e le loro società ad un luogo periodo di controllo, avendo installato microspie nei loro uffici; avendo provveduto ad eseguire intercettazioni telefoniche e riprese video ed in ultimo pedinamenti delle loro persone, era risultata l’assoluta estraneità dei gemelli Roberto e Antonio Papalia da ogni ingerenza o collegamento con la criminalità organizzata sia a livello nazionale che internazionale.

Oggi, il tribunale ed il P.M. De Falco pretendono di continuare a sostenere le loro errate teorie nonostante queste siano state palesemente smentite da coloro che avrebbero dovuto confermarle, vietando al signor Papalia Roberto il proprio diritto di riavere il passaporto e di uscire dal BEL PAESE per fare ritorno ai propri affari ed affetti.

Il Riformista: Detenuto operato al cuore rimesso in cella dope 48 ore

February 10th, 2010

Il Riformista: Mercoledi 10 Febbraio 2010
Detenuto operato al cuore rimesso in cella dope 48 ore

Our Supposed Free Press

February 9th, 2010

Here, we would like to address the Press:

People tend to react uncomfortably to reports that there are members of our government institutions whose sole purpose is to investigate, interrogate, intimidate, and harass legitimate citizens, whose ideas and ways may differ from the norm.

Our supposed Free Press when faced with such stories rarely push hard enough against the people or methods behind the accounts. The story itself is always more newsworthy. Insinuations derived from established sources such as the police, army or government agencies are often accepted at face value without addressing the possible real motives behind the accusations.

IN GOLD WE TRUSTChapter: The Escape tells the true story of this occurrence. The plan of the escape from Scotland Yards came from an Italian comic book: DIABOLIK, not from the Mafia as our supposed Free Press publicised. This is one of the first incorrect defaming articles written towards Tony and Robert Papalia claiming connection to the Mafia that are still ongoing today.

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ITALIAN VERSION

Le persone sono a disagio di fronte alle denuncie fatte dal governo e delle istituzioni che trapelano come unico intento quello di investigare, interrogare, intimidire e tormentare legittimamente i cittadini le cui idee e modi di fare sono fuori da ogni canone.

La così detta “libertà di stampa” quando è messa di fronte a certe storie, raramente reagisce contro le persone o i modi di fare di chi conta veramente. La stessa “notizia” deve essere sempre sensazionale. Le Insinuazioni che provengono da fonti autorevoli come la polizia, i militari o le agenzie governative sono sempre nominalmente accettabili senza la possibilità di appurare i reali motivi che ci sono dietro alle accuse.

Book Information

February 5th, 2010

Title: In Gold We Trust
Subtitle: The True Story of the Papalia Twins and Their Battle for Truth and Justice
Published: September 2009
Pages: 364
Size: 6×9
Publisher: Trafford Publishing
Perfect Bound Softcover
ISBN: 9781425122898
Price: $29.99
Casebound Hardcover
ISBN: 9781426916687
Price: $39.99
Bookstore orders: Trafford Publishing
Available internationally online in 15 countries
Available March 2010 Chapters
Contact: media@ingoldwetrust.info
www.ingoldwetrust.info

Rest In Peace: Tony Papalia

January 5th, 2010

Antonio Papalia
January 23, 1945 – December 25, 2009

Tony, my companion, my friend, my brother. As I write these words I feel the warmth of your love for me. I feel your presence and I hear your voice whispering in my ear telling me to be strong; not to be sad and to never surrender. I hear you telling me that you will always be with me, your loved ones and friends.

I’ve gone back in my memories which are playing on the screens on my mind and I see from our childhood till now. We were always together, living fantastic adventures, sharing our pains, relishing our glories and perusing our dreams. You have been a tower of strength and my source of inspiration, as I hope I have been for you. Our goals and ambitions are noble and just and I solemnly promise that I will carry them on. I won’t let you down, you will always be proud of me as I am of you. Because you are with me, I will continue with double strength and vigor.

Tony, you have always been my hero, the unstoppable superman to whom nothing was impossible. You were a trailblazer who spent a lifetime perusing truth and justice and devoted your life to these beliefs. You remained loyal to your principals and you were truly a free spirit. I’m so grateful for all the courage and inspiration you have given me. You have taught me that love is the power that heals. You accepted the will and love of God and you gave it to everyone and everything.

Tony, you are a passionate soul and you helped everybody that needed help. You loved your family, your friends and had great respect for your fellow colleagues. Thank you for the memories and for all the love you have given me. Tony, you will live on through your children and grandchildren as they carry forward your creative spirit, your visions and ideals. You will live forever in our hearts, we will always be together in our dreams, I will forever love you more than life itself. Tony let me tell you, you can proudly say “I did it my way.”

Growing Up with Tony Papalia

Human Rights Day

December 10th, 2009

Read excerpt from IN GOLD WE TRUST

“All human beings are born free and equal in dignity and rights”

Human Rights are basic rights and freedoms to which all humans are entitled and to ensure that people receive some degree of decent, humane treatment. To violate the most basic human rights, on the other hand, is to deny individuals their fundamental moral entitlements. It is, in a sense, to treat them as if they are less than human and undeserving of respect and dignity.

Human Rights set out in the Declaration. The following reproduces the articles of the Declaration which set out the specific human rights that are recognized in the Declaration.

Article 1
All human beings are born free and equal in dignity and rights. They are endowed with reason and conscience and should act towards one another in a spirit of brotherhood.

Article 2
Everyone is entitled to all the rights and freedoms set forth in this Declaration, without distinction of any kind, such as race, colour, sex, language, religion, political or other opinion, national or social origin, property, birth or other status. Furthermore, no distinction shall be made on the basis of the political, jurisdictional or international status of the country or territory to which a person belongs, whether it be independent, trust, non-self-governing or under any other limitation of sovereignty.

Article 3
Everyone has the right to life, liberty and security of person.

Article 4
No one shall be held in slavery or servitude; slavery and the slave trade shall be prohibited in all their forms.

Article 5
No one shall be subjected to torture or to cruel, inhuman or degrading treatment or punishment.

Article 6
Everyone has the right to recognition everywhere as a person before the law.

Article 7
All are equal before the law and are entitled without any discrimination to equal protection of the law. All are entitled to equal protection against any discrimination in violation of this Declaration and against any incitement to such discrimination.

Article 8
Everyone has the right to an effective remedy by the competent national tribunals for acts violating the fundamental rights granted him by the constitution or by law.

Article 9
No one shall be subjected to arbitrary arrest, detention or exile.

Article 10
Everyone is entitled in full equality to a fair and public hearing by an independent and impartial tribunal, in the determination of his rights and obligations and of any criminal charge against him.

Article 11
1. Everyone charged with a penal offence has the right to be presumed innocent until proved guilty according to law in a public trial at which he has had all the guarantees necessary for his defence.
2. No one shall be held guilty of any penal offence on account of any act or omission which did not constitute a penal offence, under national or international law, at the time when it was committed. Nor shall a heavier penalty be imposed than the one that was applicable at the time the penal offence was committed.

Article 12
No one shall be subjected to arbitrary interference with his privacy, family, home or correspondence, nor to attacks upon his honour and reputation. Everyone has the right to the protection of the law against such interference or attacks.

Article 13
1. Everyone has the right to freedom of movement and residence within the borders of each state.
2. Everyone has the right to leave any country, including their own, and to return to their country.

Article 14
1. Everyone has the right to seek and to enjoy in other countries asylum from persecution.
2. This right may not be invoked in the case of prosecutions genuinely arising from non-political crimes or from acts contrary to the purposes and principles of the United Nations.

Article 15
1. Everyone has the right to a nationality.
2. No one shall be arbitrarily deprived of his nationality nor denied the right to change his nationality.

Article 16
1. Men and women of full age, without any limitation due to race, nationality or religion, have the right to marry and to found a family. They are entitled to equal rights as to marriage, during marriage and at its dissolution.
2. Marriage shall be entered into only with the free and full consent of the intending spouses.
3. The family is the natural and fundamental group unit of society and is entitled to protection by society and the State.

Article 17
1. Everyone has the right to own property alone as well as in association with others.
2. No one shall be arbitrarily deprived of his property.

Article 18
Everyone has the right to freedom of thought, conscience and religion; this right includes freedom to change his religion or belief, and freedom, either alone or in community with others and in public or private, to manifest his religion or belief in teaching, practice, worship and observance.

Article 19
Everyone has the right to freedom of opinion and expression; this right includes freedom to hold opinions without interference and to seek, receive and impart information and ideas through any media and regardless of frontiers.

Article 20
1. Everyone has the right to freedom of peaceful assembly and association.
2. No one may be compelled to belong to an association.

Article 21
1. Everyone has the right to take part in the government of their country, directly or through freely chosen representatives.
2. Everyone has the right of equal access to public service in their country.
3. The will of the people shall be the basis of the authority of government; this will shall be expressed in periodic and genuine elections which shall be by universal and equal suffrage and shall be held by secret vote or by equivalent free voting procedures.

Article 22
Everyone, as a member of society, has the right to social security and is entitled to realization, through national effort and international co-operation and in accordance with the organization and resources of each State, of the economic, social and cultural rights indispensable for his dignity and the free development of his personality.

Article 23
1. Everyone has the right to work, to free choice of employment, to just and favourable conditions of work and to protection against unemployment.
2. Everyone, without any discrimination, has the right to equal pay for equal work.
3. Everyone who works has the right to just and favourable remuneration ensuring for himself and his family an existence worthy of human dignity, and supplemented, if necessary, by other means of social protection.
4. Everyone has the right to form and to join trade unions for the protection of his interests.

Article 24
Everyone has the right to rest and leisure, including reasonable limitation of working hours and periodic holidays with pay.

Article 25
1. Everyone has the right to a standard of living adequate for the health and well-being of himself and of his family, including food, clothing, housing and medical care and necessary social services, and the right to security in the event of unemployment, sickness, disability, widowhood, old age or other lack of livelihood in circumstances beyond his control.
2. Motherhood and childhood are entitled to special care and assistance. All children, whether born in or out of wedlock, shall enjoy the same social protection.

Article 26
1. Everyone has the right to education. Education shall be free, at least in the elementary and fundamental stages. Elementary education shall be compulsory. Technical and professional education shall be made generally available and higher education shall be equally accessible to all on the basis of merit.
2. Education shall be directed to the full development of the human personality and to the strengthening of respect for human rights and fundamental freedoms. It shall promote understanding, tolerance and friendship among all nations, racial or religious groups, and shall further the activities of the United Nations for the maintenance of peace.
3. Parents have a prior right to choose the kind of education that shall be given to their children.

Article 27
1. Everyone has the right freely to participate in the cultural life of the community, to enjoy the arts and to share in scientific advancement and its benefits.
2. Everyone has the right to the protection of the moral and material interests resulting from any scientific, literary or artistic production of which he is the author.

Article 28
Everyone is entitled to a social and international order in which the rights and freedoms set forth in this Declaration can be fully realized.

Article 29
1. Everyone has duties to the community in which alone the free and full development of his personality is possible.
2. In the exercise of his rights and freedoms, everyone shall be subject only to such limitations as are determined by law solely for the purpose of securing due recognition and respect for the rights and freedoms of others and of meeting the just requirements of morality, public order and the general welfare in a democratic society.
3. These rights and freedoms may in no case be exercised contrary to the purposes and principles of the United Nations.

Article 30
Nothing in this Declaration may be interpreted as implying for any State, group or person any right to engage in any activity or to perform any act aimed at the destruction of any of the rights and freedoms set forth herein.

Robert’s Comment

October 9th, 2009

Robert’s Comment for IN GOLD WE TRUST

In the late 60’s, I was living in Quebec and the book IN GOLD WE TRUST tells about that. Life was beautiful and Montreal was a thriving city (Expo 67, Olympics, etc.), probably the most swinging city in North America. The French citizens, a vast majority of Quebec wanted to separate Quebec from Canada; turmoil started. CSIS (Canadian Security Intelligence Services) was put together to stop the legitimate, peaceful Separatist Movement of the French citizens of Quebec. Both CSIS and the RCMP (Royal Canadian Mounted Police) used illegal criminal means to put a stop to the Separatist ambitions of Quebec (Proven by the McDonald Commission 1975-1980). The two main criminal activities performed both by the RCMP and CSIS during that period were (1) acts of terrorism, bombings, kidnappings and vandalism (2) sabotage and systematic destruction of the Montreal Stock Exchange (Montreal was the financial center of Canada and of the Quebec economy). They destroyed over 1500 Companies that were listed on that exchange during those years. The Quebec economy was devastated. Pacific Nickel Mines, my company and of which I was president of, was one of those victims (Read IN GOLD WE TRUST). All this was done to destroy the economy of Quebec and to terrorize the peaceful citizens of Quebec and to make the Separatist Movement look like terrorists and criminals. Very sad but true, as proven by the McDonald Commission (a shameful period of Canadian History).

Kelsey Merry of the CSIS tried to recruit both my brother Tony and myself to be members of CSIS and work with them. The reason why they wanted us was because we were two entertainment idols and also we were well known and admired in the financial and business circles. At the age of 24, I had become the youngest president of any public company in North America (Pacific Nickel Mines). He wanted us to approach influential businessmen and propose different situation; so as to frame them so they could attack them with charges, and to find confidential information on different influential business personalities and business people of Quebec. They wanted us to become spies and agent sabotagers, ie: to commit crimes against people and our beloved Quebec.

Their recruitment campaign of us went on for almost a year. At first they offered large amounts of money, later they started to threaten us. I still remember very clearly our last meeting with Kelsey Merry of CSIS and two of his colleagues in a room at the Queen Elizabeth Hotel in Montreal where we told them we wanted nothing to do with them and their criminal activities and to leave us alone and Mr. Merry telling us, “We will DESTROY you!!!” and us telling him, “Go fuck yourself!” and walking out of the room as he was screaming other threats at us in a rage.

Both CSIS and the RCMP went on a campaign to discredit both my brother and myself alleging that we were the sons of a known criminal by the name of Johnny Papalia of Hamilton, Ontario. After the last meeting with Merry both Tony and I were subjected to physical attacks, staged car accidents, slashing of tires, police raids in homes, stealing of documents and continuous harassment to the point we decided to leave Canada in fear for our lives.

They supplied this false information to Bahamas, Scotland Yard in England and other countries around the world. This campaign is still ongoing today. They caused the English legal case in 1977. Numerous other attacks and sabotages have been perpetrated against us in different parts of the world and are still being perpetrated today. Some of these attacks and sabotages were and are being done also by the Embassies of the Canadian Government at different countries around the world.

Both CSIS and the RCMP wanted and still want to absolutely stop us from developing some of the largest precious metals deposits in the world; they are using our surname “Papalia” amongst other things in order to do this.

In Canada, (Hamilton, Ontario) since the early 1900’s there was a criminal family with the same surname which has no relation whatsoever to our family. My father, Raffaele Papalia was a policeman – (carabiniere a cavallo, an elite part of the Italian carabinieri) and he died of a heart attack when I was five years old. It is important to know that there are thousands of Papalia’s. Also in Italy there are some criminals with the same surname.

My brother Tony nor I or other member of our family knows these people do NOT know these people, we are NOT related to them; we NEVER had anything to do with them, or any other criminals anywhere in the world.

Robert Papalia
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ITALIAN VERSION

Negli ultimi anni 60, vivevo con la mia famiglia a Montreal nel Quèbec in Canada, e il libro “In Gold We Trust” lo racconta. A quei tempi la vita nel Quèbec era bellissima, sembrava di vivere un sogno ad occhi aperti.
Montreal che era una delle più belle e culturalmente avanzata città in America del Nord America stava vivendo un vero boom (Expo 67, Olimpiadi) e la vita in questa città era sempre eccitante e divertente.
I cittadini di origine Francese, la vasta maggioranza del Quebec, volevano separare il Quebec dal Canada per diventare una nazione indipendente.

Molte cose strane ed inaspettate incominciarono a succedere dopo 1967, quando il Generale Charles De Gaulle al termine di un suo viaggio in Quebec pronunciò la celebre frase “ Vive le Quèbec libre”.
All’improvviso tutto sembrava essere cambiato e giorno per giorno tutta la provincia prese atto che esisteva la questione dell’indipendenza del Quèbec.

Gli eventi che si susseguirono nei mesi successivi alla visita del Generale De Gaulle, trasformarono completamente il clima di serenità e di fiducia che esisteva nella provincia ed in particolare a Montreal. All’improvviso sembrava di essere in guerra.

Il Governo Federale canadese creò la CSIS (Canadian Security Intelligence Services – Servizi Segreti Canadesi) per fermare e distruggere il legittimo e pacifico Movimento Separatista dei cittadini Francesi del Quebec (FLQ).

Nel 1970 verranno eseguite oltre trentaduemila perquisizioni ed arrestate più di quattrocento simpatizzanti del partito del fronte della liberazione del Quèbec.

Sia la CSIS che RCMP (Royal Canadian Mounted Police – Le Giubbe Rosse) usarono metodi illegali e compirono azioni criminali al fine di distruggere le ambizioni democratiche del Movimento Separatista del Quèbec.
Gli eventi accaduti nella provincia del Quèbec tra il 1968 ed il 1975, furono oggetto di indagine da parte del Governo che creò una apposita commissione “la Commissione McDonald”, la quale, al termine di una investigazione durata cinque anni ha accertato che i servizi segreti, insieme alla giubbe rosse (CSIS e RCMP), compirono attività illegali in Quèbec allo scopo di far apparire come terroristi agli occhi dell’opinione pubblica i membri del partito separatista che tra l’altro veniva ingiustamente accusato di aver rapito il diplomatico inglese James Richard Cross.

La CSIS d’intesa con la RCMP compirono talvolta veri e propri atti di terrorismo, facendo esplodere quasi giornalmente bombe in varie zone di Montreal, facendo sparire persone e distruggendo proprietà private.
Altro obiettivo della CSIS e della RCMP era la distruzione delle risorse e del mercato finanziario del Quèbec che è stato realizzato con sabotaggi nonché, con la sistematica distruzione del Montreal Stock Exchange (mercato valori di Montreal).

Basti pensare che in quegl’anni Montreal era il centro finanziario del Canada e dell’economia del Quebec.
Più di 1500 società quotate sulla Borsa Valori furono con vari sistemi mandate in rovina. L’economia del Quebec ne rimase devastata e la “Pacific Nickel Mines”, la società di cui ero presidente, fu una delle vittime (approfondimenti “In Gold We Trust”).

Anche questo periodo oscuro della Storia del Canada è documentato nella relazione dalla Commissione McDonald.

Al tempo il signor Kelsey Merry membro del CSIS, cercò di reclutare sia me ché mio fratello gemello Tony, affinché collaborassimo per la buona riuscita dei loro obiettivi.

Erano interessati a noi perché negli anni sessanta eravamo due idoli nel campo dell’intrattenimento e dello spettacolo musicale e quindi molto ben conosciuti in tutto il Canada.

Eravamo anche ben rispettati ed ammirati dall’establishment finanziario e affaristico del Quebec e del Nord America. All’età di 24 anni infatti, ero diventato il più giovane presidente di una Società quotata in Borsa e venivo dai media definito l’Enfant Prodige.

Kelsey Merry voleva ché noi avvicinassimo prominenti gruppi finanziari di nostra conoscenza, nonché uomini d’affari titolari di Società quotate in Borsa, al fine di proporre a questi lucrosi affari illegali che dovevano poi essere scoperti dalla Polizia Canadese che avrebbe provveduto ad istruire processi ad Hoc nonché a mandare in fallimento le loro Società. Volevano pure che individuassimo all’interno del mercato finanziario, soggetti che in cambio di soldi diventassero informatori confidenziali del CSIS e che compissimo sabotaggi ai danni del popolo del Quebec.

Il loro tentativo di reclutarci durò per quasi un anno durante il quale si fecero sempre più insistenti. All’inizio ci offrirono grosse somme di denaro, dopo incominciarono con le minacce.

Ricordo ancora chiaramente l’ultimo incontro che abbiamo avuto con Kelsey Merry e due suoi subalterni in una camera d’albergo al Queen Elizabeth Hotel di Montreal. In quell’occasione dopo l’ennesima richiesta di collaborazione gli rispondemmo ché non intendevamo accettare la proposta e che non volevamo avere niente a ché fare con loro e le loro attività criminali. Il Signor Merry, rispose bruscamente “We will destroy you!”(Vi distruggeremo), il vostro tempo in Canada è terminato e non vi daremo pace ovunque voi andrete.
Immediatamente dopo tale incontro cominciò una campagna diffamatoria nei nostri confronti che è culminata con la divulgazione di false notizie secondo le quali saremmo imparentati con un noto criminale, un certo Johnny Papalia di Hamilton in Ontario.

Tuttavia, noi non conosciamo il signor Johnny Papalia o membri della sua famiglia ne tantomeno siamo imparentati con questo signore . Nostro padre, Raffaele Papalia era un uomo di legge, in Italia era un Carabiniere a cavallo e morì per infarto quando avevamo appena di 5 anni.

Dopo l’ultimo incontro con Merry sia io che mio fratello Tony subimmo attacchi fisici, premeditati incidenti automobilistici, furti di documenti, blitz da parte della polizia nei nostri uffici e nelle nostre nelle nostre private dimore.

La situazione malgrado il nostro coraggio era diventata insostenibile tanto ché decidemmo di lasciare il Canada per paura della nostra incolumità.

Purtroppo, come minacciato dal signor Merry Kelsey, i nostri problemi non terminarono con il nostro trasferimento nelle Bahamas. Infatti, tentando di dimenticare l’assurda esperienza vissuta in Canada e utilizzando le nostre conoscenze dei mercati borsistici, ci siamo messi subito a lavoro, ma ben presto la CSIS e la RCMP si premurarono di inviare al Governo delle Bahamas una relazione sul nostro presunto legame con la mafia.

Identica situazione si riproponeva nel 1977, durante un nostro soggiorno a Londra per affari, dove venivamo inspiegabilmente arrestati e sottoposti ad un brutale ed illegale trattamento da parte della Polizia, che avrebbe dovuto estorcerci con la violenza una confessione su circostanze di cui sconoscevamo la stessa l’esistenza. Il trattamento a cui eravamo sottoposti mi ricordava il periodo medioevale dell’Europa, quando le persone sospettate di aver commesso un crimine venivano torturate fino alla morte. (approfondimenti “In Gold We Trust”).

Anche in questa occasione dal Canada giunse a Scotland Yard, una copiosa relazione che ci descriveva come dei truffatori e dei mafiosi. Il processo Kafchiano che ne è seguito a carico dei gemelli Papalia è stato definito dalle stesse autorità Inglesi il più costoso processo mai tenutosi nel Regno Unito. Naturalmente, ne siamo usciti con un assoluzione con formula piena per non essere ne mafiosi e per non aver truffato alcuno.

False informazioni da parte della Polizia Canadese vengono diffuse ancora oggi, a distanza di quasi quarant’anni dal famoso ultimo incontro con il signor Merry Kelsey e compagni nella camera dell’albergo Queen Elizabeth di Montreal e sia CSIS ché la RCMP vogliono ancora impedirci di sviluppare le nostre concessioni minerarie, che secondo i più accreditati laboratori di ricerca del settore, ma anche all’esito delle verifiche effettuate dai Geologi dell’Amministrazione canadese, costituisce la più grande riserva di metalli preziosi del Canada.

Roberto Papalia

IN GOLD WE TRUST

October 3rd, 2009

Announcing IN GOLD WE TRUST: The True Story of the Papalia Twins and Their Battle for Truth and Justice by Deedee Panesar. This is a story of amazing portrayal of personal courage against overwhelming odds.

IN GOLD WE TRUST is the true story of the Papalia Twins and their battle for truth and justice. The story is about identical twins, Robert and Tony, who grew up in a working-class suburb of Montreal and became involved in music promotion activities while still in high school. From these humble beginnings they eventually became owners of what may be today one of Canada’s largest gold deposits. The story surrounding the acquisition, proving, and defending of this property is full of the intrigue and suspense of a spy novel yet everything you read is true.

IN GOLD WE TRUST may be purchased on Amazon.com and Barnes & Noble.com

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ITALIAN VERSION

Portiamo alla vostra conoscenza IN GOLD WE TRUST: La vera storia dei gemelli Papalia e la loro battaglia per la verità e la giustizia da Deedee Panesar.

Essa racconta di 2 gemelli monozigoti, Robert e Tony Papalia, cresciuti in una borgata della classe operaia di Montreal e divenuti promotori di attività nel settore musicale sin del liceo. Da questi umili inizi sono alla fine diventati proprietari di ciò che oggi può essere considerata una delle più grandi miniere d`oro in Canada. La storia riguardante l’acquisizione, la dichiarazione di autenticità e la difesa della loro proprietà è piena di intrighi ed ansie come in un racconto di spie. Tutti gli eventi narrati in questo incredibile libro sono realmente accaduti.

IN GOLD WE TRUST lo potete comprare su Amazon.com e Barnes & Noble.com

My Arrest: October 20, 2007 Milan, Italy

September 30th, 2009

It was early morning, roughly 5:30am when eight or nine policemen including a woman irrupted in my hotel room in Milan.

They woke me up, presented me some papers that were saying that I had worked to get “appalti” tenders for the construction of the “Bridge of Messina” and the Infinex Ventures, a public USA company of which I am a major shareholder was being used to commit fraud with market manipulation, that this Company belonged to the Mafia naming, Vito Rizzuto as the mafia chief and that I was associated with him to commit crimes.

I could not believe what I was reading and at first, I thought it was a joke or maybe the Italian version of Candid Camera or something like it. I was handcuffed and ushered out of the hotel where more police were waiting in cars and driven to a police station in Piazza Cavour. It was still dark.

All the policemen that were arrested me wore sport casual clothes, a mixture of coats, leather jackets, jeans, sweaters, etc.

When I got to the police station, I got taken to an area (large room) where there were several desks and the people there were also casually dressed, the night shift. I was taken in the back of this area to an adjacent room; my handcuffs were taken off and was told to wait. This room had no furniture, just a bench against the wall facing the door. The door was left open.

I sat on the bench and my head was racing trying to figure out what the hell was happening. A few minutes had passed, maybe ten minutes, when a man appeared at the door, looks at me and says: “Are you Roberto Papalia?”

I said, “Yes.”
He says, “You are very capable (bravo).”
I said, “Excuse me?”
He repeats, “You are very capable (bravo).”
I said, “It might be the case that I am very capable, but who are you and what am I doing here?”
At this point he continues, “I was at your mining plant in Canada.”
I asked, “Which one?”
He replies, ‘The one on the island (referring to Texada Island).”
A bit sarcastically I asked, “Did you like it?”

He starts to talk about the mining plant and while he was talking, I got up from the bench and stood in front of him, a couple meters distance and started to look at as he was speaking. This man was between 1.90 to 1.95 meters tall, lean and athletic and very well groomed, dark hair, polished in his manner of speaking, overall polished and well-groomed. He wore a dark striped suit (Wall Street type), a white shirt (crispy fresh), red tie and matching red handkerchief. His shirt sleeves were buttoned with what looked like expensive cufflinks. His shoes were shining and new. All of his clothes were fresh and of good quality. His face was freshly shaven and his hair perfectly combed and manicured hands.

Who was this man standing in front of me at this time of the morning dressed as if was going to a wedding or to some very important meeting? He looked completely out of place to the police station and not at all like any of the other people I had seen so far.

I let him talk for a few minutes as I was looking at him from head to toe and then I interrupted him and said, “You sir, whoever you are, you are saying nonsense and are telling me a pack of lies because to go and visit the mining plant you would have to asked permission to my office in Vancouver and I would have been informed. So, who are you? And what do you want from me?”

At this point the man changed his tone of voice and became somewhat threatening, pointing his finger at me with his arm half-stretched and said, “So!! You wanted to make war against Bush?”

I firmly said to him, “You are nuts. I don’t make war with anyone.”

And again he repeats louder with more emphasis, threatening but at the same time as if he was mocking (ridiculing) me with his tone of voice and said, “Lei voleva fare la guerra contro Bush. Hee!! Hee!!” (You wanted to make war with Bush. Ha!! Ha!!).

At this point from the other room someone is calling my name and telling me to go there. I left the man and the small room and went to the other room, where they proceeded to fingerprint me.

I never saw that man again. Who was that man?

He surely went out of his way to let me know the real reason for my arrest and unjustified accusations against me, my brother Tony, Infinex Ventures; a police raid with over 230 policemen were deployed in Milan that morning into offices and homes of more than 30 of my friends and acquaintances seizing computers, bank accounts aimed at destroying my reputation and support.

The reason: Pascua Lama Mine in Chile, Mr. Bush is one of the founders of Barrick Gold Canada and we were in a dispute in the Chilean courts for its ownership. Infinex Ventures was to be the beneficiary if the Chilean courts would have ruled in our favor.

The message he had given me was: See what happens when you dare challenge Barrick Gold?!!!!

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ITALIAN VERSION

Il mio arresto; Ottobre 20, 2007 Milano, Italia

Verso le 5:00 – 5:30am Ottobre 20, 2007, otto poliziotto si sono introdotti nella mia camera di albergo a Milano.

Mi hanno svegliato e mi hanno presentato delle carte che dicevano che io avevo lavorato nel 2002 per ottenere gli appalti per la costruzione del “Ponte di Messina” è chè Infinex Ventures; una societa quotata in Borsa negli USA, della quale io sono il più grande ozionista era usata per frodare investitore e che codesta società apparteneva alla Mafia è chè io lavoravo per la Mafia.

Non potevo credere cosa stavo leggendo è inizialmente hò pensato che fosse uno scherzo, tipo Candid Camera. Ma mi misero le manette e mi arrestarono e mi portarono alla caserma di Piazza Cavour. Era ancora buio.

Tutti I poliziotti chè mi arrestarono erano vestiti sportivamente, giacche di pelle, maglioni, jeans, etc. Quando sono arrivato alla caserma, mi portarono in una grande camera dove c’erano 5-6 scrivanie è altri uomini pure loro vestiti causali (probabilmente it turno di notte) Mi portarano in una camera collegata con questa grande camera. Mi tolsero le manette è mi dissero di aspettare. La porta di questa camera la lasciarono aperta è io mi sedetti su un banco di legno che era fisso su uno dei muri davanti alla porta. Dopo un pò di minuti; forse 10, un uomo apparve alla porta è entro nella camera è chiese.

“Lei e Roberto Papalia?”
Io risposi, “Si.”
Lui dice, “Lei è molto bravo.”
Io dico, “Scusi?”
E lui dice ancora, “Lei e molto bravo.”
Io rispondo, “Sarò pure molto bravo, ma lei chi è, e cosa faccio io qui?”
A questo punto lui dice, “Io sono stato al suo impianto in Canada.”
Io gli chiesi, “Quale impainto?”
È lui risponde, “L’impianto sul’isola.” (si riferiva all’impianto sul’isola Texada)
Io gli chiesi, “Gli è piaciuto?”

Lui si mise e parlare dell impianto, mentre lui parlava dell’impainto, io mi alzai dal bancone è mi avvicinai ad un paio de metri davanti a lui. Questo signore ero alto 1.90m – 1.95m snello e atletico, sui 35 – 40 anni di età molto curato fiscamente, e molto raffinato nelle sue maniere. Era vestito impeccabilmente con un vestito scuro (forse nero) a righe, camicia bianca (fresca) cravatta rossa, e fazzoletto rosso nella tasca sul petto. Le maniche della sua camica erano bottonati da polsini che sembravano costosi. Mentre lo guardavo e ascoltavo, me chiedevo chi fosse questo uomo; chi era questo uomo chè a questa ora mattina vestito come se andava a una festa o qualche evento importante; sembrava completamente fuori posto in questa caserma, sembrava fosse venuto da un altro pianeta paragonandolo a tutti gli altri che avevo visto.

Lo lasciai parlare per un pò di minuti è a un certa punto gli dissi, “Lei signore, non so chi lei è o cosa vuole, ma mi sta raccontando della bugie e cazzate, perche per andare a visitare l’impianto lei avrebbe dovuto chiedere permeso al mio ufficio di Vancouver e io di certo sarai stato informato. Allora mi dica che è lei? È cosa vuole da me?!!!”

A questo punto questo signore cambiò il tono della sua voce e divenne minaccioso, puntò il suo dito a me e disse, “Allora lei voleva fare guerra a Bush?!!!”

Io gli risposi, “Lei e pazzo. Io non faccio guerra a nessuno.”

E lui alzando il volume della sua voce ancora di piu, minacciosamente ma come se si prendesse schermo di me (ridicolizzarmi) disse, “E lei voleva fare la guerra contro Bush. He!!! He!!!!”

A questo punto mi chiamavano dall’altra camera e io andai di la dove presero le mie impronte digitali. Non vidi mai pui questo uomo. Chi era questo uomo (signore). Di certo mi fece capire il vero perchè ero stato arrestato. Avevo osato sfidare Barrick Gold (Infinex Ventures). George Bush Sr. e uno dei fondatore, direttore, e strategic advisor di Barrick Gold.

Quella mattina quell misterioso signore mi diede un preciso messagio.

Vedi cosa succede quando osi sfidare Barrick Gold e Bush.